Questa e' la storia di un gruppo di
uomini, detenuti nel carcere di Roma, che furono prelevati la mattina
del 4 gennaio 1944 ed avviati alla Stazione di Roma Tiburtina per
essere deportati.
Uomini che non avevano commesso alcun reato. Iniziarono un lungo viaggio di nove giorni, attraverso l'Italia e la
Germania, con una sosta nel Lager di Dachau, che si concluse nel Campo di Concentramento di Mauthausen, in
Austria, il 13 gennaio 1944.
Al KZ Mauthausen, `l'inferno dei vivi`, furono
immatricolati solo 257 uomini del gruppo uscito da Regina Coeli.
Dal mattinale del 5 Gennaio 1944, inviato dalla Questura di Roma al
Comando di Forze di Polizia e alla Direzione Generale Pubblica
Sicurezza del Ministero dell'Interno, si legge:
'Alle
ore 20,40 di ieri dallo Scalo Tiburtino e' partito treno numero 64155
diretto a Innsbruck con a bordo n. 292 individui, rastrellati tra
elementi indesiderabili, i quali, ripartiti in dieci vetture, sono
stati muniti di viveri per sette giorni. Il treno sara' scortato fino
al Brennero da 20 Agenti di Pubblica Sicurezza ed a destinazione da un
Maresciallo e 4 militari della Polizia Germanica. Durante le ultime 24
ore sono stati rastrellati dalla locale Questura, a scopo preventivo,
n. 162 persone '.
Facciamo un passo indietro. Alcuni anni fa, nel 2004, feci un
viaggio con destinazione Auschwitz e Birkenau in Polonia. Passando per
l'Austria mi ricordai di un fratello di mio nonno, Valrigo Mariani,
nato a Roma nel 1907, di cui avevo sempre sentito parlare in famiglia.
Egli fu arrestato, poi deportato da Roma nel 1944 per morire in un
campo di concentramento, forse a Mauthausen, dove quindi decisi di
recarmi. Giunto al Campo, consultai il data-base del Museo ed ebbi la
certezza della data di arrivo e della data della sua morte. Tornato in
Italia iniziai una ricerca sfibrante, ancora in corso. Passai dalla
estenuante burocrazia nazista alle poche documentazioni note in Italia.
Scoprii l'esistenza dell'ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei
lager nazisti) e conobbi un ex deportato, Italo Tibaldi, che aveva
lavorato, dal 1945, per circa 50 anni, alla ricostruzione dei
trasporti, alle liste nominative e alle matricole di circa 8.000
persone deportate dall'Italia al Campo di Concentramento di Mauthausen.
Inoltre, appresi che il 4 gennaio 1944 dal Carcere Giudiziario di
Regina Coeli venne composto un trasporto di detenuti che dalla Stazione
Tiburtina parti' per il Nord diretto prima a Dachau e poi a Mauthausen.
Il numero dei deportati variava fra i 257 (elenchi matricolari
ricostruiti da Italo Tibaldi) ed i 480 (fonte Gino Valenzano, reduce da
quel trasporto).
Partii dalla sicura lista dei 257 immatricolati, fra cui
compariva il nominativo del fratello di mio nonno, e la confrontai con
i registri matricola di Regina Coeli. Registri salvati miracolosamente
dalla Dott.ssa Assunta Borzacchiello e dai suoi collaboratori,
custoditi con difficolta' nel Museo Criminologico di Roma. Mi
confrontai con un periodo della storia di Roma e della fortissima
resistenza al nazi-fascismo dopo l'8 settembre 1943
. Nei registri matricola di Regina Coeli ebbi la conferma ed il
riscontro di soli 239 nomi dei 257 della lista ricostruita da Tibaldi.
Trovai, pero', altri nomi di detenuti usciti e partiti la mattina del 4
gennaio 1944, ma mai immatricolati a Mauthausen e percio' non
conosciuti.
Dalla ricerca sui diciotto nominativi non trovati nelle matricole di Regina Coeli, capii che erano persone detenute al terzo braccio del carcere sotto giurisdizione germanica. Molto utili furono i due libri scritti da Gino Valenzano, nipote del Generale Badoglio, che descriveva l'arresto suo e del fratello avvenuto a Roma ad opera della polizia tedesca, la loro detenzione al terzo braccio e la loro deportazione con tutti gli altri il 4 gennaio 1944.